Comune di Monopoli
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COSA FARE A MONOPOLI

Cosa vedere a Monopoli

Palazzo Indelli, vista la sua posizione strategica, risulta essere un punto dove poter godere delle bellezze di Monopoli prima, e poi di tutte le mete Pugliesi per eccellenza: Cisternino, Alberobello, Ostuni, Savelletri, Fasano e Martina Franca.

Monopoli

è una cittadina che rappresenta uno dei porti più attivi e popolosi della regione. Il caratteristico centro storico di origine messapica si affaccia sul mare circondato da alte mura. Caratteristica di Monopoli, è quella di essere una delle poche località in Italia dove ci sono, in piena città, delle meravigliose calette con un mare cristallino.

Cattedrale della Madia

si resta abbacinati dall’imponenza elegante del maggior tempio cittadino. Il progetto definitivo degli ingegneri Magarella di Molfetta e Colangiuli di Acquaviva fu presentato il 3 dicembre 1741.I lavori furono conclusi il 12 agosto del 1772. La facciata principale si articola in due ordini ed è resa plastica dal profilo curvilineo e da due volute laterali, sovrastate da fiaccole fiammeggianti in pietra gentile.
La superficie è scandita in tre parti da semicolonne con capitelli compositi. Nel primo ordine si aprono tre portali, di cui il principale si proietta in avanti con due colonne dai plinti ruotati che sostengono una lunetta interrotta. Sull’ordine superiore si apre un’elegante finestra, che accompagna lo sguardo verso la sommità, in cui troneggia lo stemma di Maria con la lettera A iscritta nella M. La facciata a vento ovvero più alta della sommità delle navate dilata il volume del prospetto con un effetto di fastosità e imponenza.
Sul sagrato si affaccia la mole del palazzo episcopale che dialoga con le geometrie barocche della Cattedrale, ubicata di fronte.Un muro esterno completato nell’anno 1786 su progetto dell’architetto Palmieri accoglie in apposite nicchie una sequela di busti raffiguranti santi, opere di Ludovico Fiorentino collocate nel cappellone centrale della chiesa prima della sua riedificazione barocca.

Santa Maria degli Amalfitani

unico edificio religioso nel tessuto urbano recante importanti tracce architettoniche e scultoree romaniche. Inoltre, la chiesa, dopo la conversione in stile barocco avvenuta nell’anno 1772, è stata interessata dall’opera di ripristino dell’originario romanico realizzata negli anni Trenta del secolo scorso, su iniziativa di Carlo Ceschi, in quegli anni nella funzione di Soprintendente ai Monumenti della Puglia.
La cripta è preceduta da un sepolcreto e consta di due absidi, mentre i due pilastri centrali furono tardivamente inseriti. La tradizione vuole che la realizzazione dell’ambiente ipogeo sia dovuta all’iniziativa di alcuni mercanti amalfitani a devozione della Vergine Maria in seguito ad uno scampato naufragio.

Castello “Carlo V”

L’edificio, completato nel 1542 sotto la direzione del vicerè don Ferrante Loffredo, sviluppa le sue geometrie di fortilizio cinquecentesco. Il complesso si articola su tre livelli. Dal lato nord-est si può accedere al piano banchina, corrispondente alla sala d’armi, che è costituita da due ampie sale con volte a botte, di cui il corpo longitudinale risulta ribassato,per ricavare un dormitorio ad uso dei soldati spagnoli.
Sono visibili un’imponente porta romana e un tratto di mura messapiche. Nel castello è inglobata parte di chiesa del IX secolo ad aula unica denominata San Nicola in Pinna. Saggi di scavo sul pavimento della stessa hanno riportato in luce fori di palificazione e reperti ascrivibili all’Età del bronzo. Il primo piano è stato modificato da interventi secenteschi, quando il castello ebbe anche funzione residenziale.

Palazzo Palmieri

situato nell’omonima piazza Palmieri. La grandiosità del prospetto principale con scenografica eleganza riflette i traguardi e il prestigio dei committenti. Nella parte bassa il bugnato ne incornicia il perimetro. Il portale si imposta su due colonne ioniche su cui poggia un architrave con fregio e cornicione. Al di sopra dell’ingresso vi è stemma nobiliare costituito da uno scudo su cui campeggiano tre rami di palma e due stelle.
Al piano terra erano collocate le stalle per i cavalli, le sale per le carrozze e un pagliaio. L’atrio consente di raggiungere i livelli superiori per mezzo di una doppia scalinata. Al piano nobile la galleria è la sala affrescata più interessante con un pittoresco affaccio sul loggiato esterno; vi erano esposti opere d’arte pregevoli e reperti archeologici. Una cappella pensile poggia su un arco che sormonta un vicolo.
All’ultimo piano erano situate le stanze destinate agli ospiti. Nel 1921, in forza del testamento del marchese Francesco Saverio,il palazzo è stato lasciato in eredità alla Congregazione della Carità, perché fosse destinato ad accogliere un asilo e una Scuola di Arti e Mestieri.

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